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Giorgio Barrera

Giorgio Barrera è nato a Cagliari nel 1969. Terminati gli studi, dopo un periodo di collaborazione con Joel Meyerowitz, si interessa di sociologia e focalizza la sua ricerca sui rituali quotidiani della vita domestica, sulla street photography e la fotografia di paesaggio. Insegna fotografia presso la Fondazione Marangoni di Firenze. Barrera è autore di numerose campagne fotografiche commissionate da importanti istituituzioni pubbliche e private; ha inoltre realizzato documentari e cortometraggi sperimentando nuovi linguaggi cinematografici. I suoi lavori hanno ottenuto importanti riconoscimenti tra i quali i premi Baume & Mercier, Canon, FNAC e Federchimica, e sono stati pubblicati in diversi libri e cataloghi sia in Italia che all'estero. Tra le esposizioni più importanti: Biennale Internazionale di Fotografia, Torino, 1999; “The sidewalk never ends”, Art Institute of Chicago, 2001; Festival Internazionale di Fotografia di Plovdiv, 2002; Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, 2003 e 2006. Il suo progetto “Attraverso
la Finestra” è stato esposto in mostre personali alla Galleria Jarach di Venezia e alla Galleria 42 di Modena nel 2008 e al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito del Festival Internazionale di Fotografia nel 2009.
Campi di Battaglia 1848 – 1867
I luoghi che ho descritto in queste immagini sono stati teatro delle battaglie risorgimentali. Ho focalizzato la mia attenzione sul paesaggio, come espressione dell’interazione fra passato e presente e, allo stesso tempo, come contenitore di una possibile memoria collettiva. Nella nostra mente esistono e sopravvivono tracce storiche, descrizioni pittoriche e poi fotografiche e cinematografiche per uno sterminato registro dell’immaginazione umana. Per questo motivo, le immagini di questi luoghi di battaglia sono tutte vedute che vogliono porre lo spettatore di fronte alle inesistenti visioni contemporanee di un soldato o di un comandante immaginari nelle quali insistono momenti di “difficoltà” del vedere come ad esempio, la nebbia o il buio, così come barriere architettoniche di diverso tipo. Ostacoli del vedere come simboli sì dell’incertezza della battaglia,del pericolo e dell’insicurezza dei partecipanti al conflitto, ma anche elementi del paesaggio capaci di portare alla luce le memorie storiche sedimentate nel territorio e nascoste dai veli della quotidianità. L’analisi di questi luoghi di battaglia è una ricerca che ha una radice rappresentativa legata alla vista, alla visione, all’inquadramento dell’oggetto naturale, alla scena, al racconto, alla scrittura.